Dopo Castellammare, Monaco e Vienna è ora di scrivere di Madrid, città a cui sono legato per famiglia, amici, lingua e stile di vita. Questo il mio vademecum per un fine settimana nella capitale spagnola.

1. Tapear

Gli spagnoli, noti per la loro creatività linguistica, hanno coniato il neologismo “tapear” per designare i giri enogastronomici in cui ci si sposta da un locale all’altro per gustarsi assaggi di specialità iberiche: le “tapas”.

Noi italiani, in preda a manie anglomani e afflitti da complessi di inferiorità linguistica, le chiameremmo “street o finger food”.

Parto sempre con l’idea di spizzicare qualcosa prima di cena. Poi finisco il giro e mi ritrovo ad avere mangiato: calamari fritti, uova rotte su un letto di patate saltate in padella, crocchette con formaggio e prosciutto iberico e polpo alla galiziana. Il tutto accompagnato da innumerevoli “cañas”, birrette all’apparenza innocue di cui, come accade con i “kölsch” a Colonia, si perde il conto facilmente. Aiutano molto a integrarsi, anche senza conoscere la lingua.

2. I Quartieri

Conservatevi Chueca per la movida notturna, soprattutto se vi piacciono Lady Gaga e i programmi di Franca Leosini. In giornata, invece, perdetevi tra i vicoli de La Latina e Malasaña con le loro botteghe di moda, arte e disegno. Mettete da parte ventagli e nacchere e fate(vi) un regalo originale. Io ho comprato un quadro per il soggiorno. Poi mi sono rifocillato in un baretto con un caffellatte perché, è proprio vero, l’espresso lo sanno fare solo a Napoli. E a Castellammare.

3. Il tramonto al Palazzo Reale e alla Cattedrale dell’Almudena

Sarò onesto. Nessuno dei due monumenti mi affascina particolarmente. Abituato alla sontuosità delle chiese italiane, quella dell’Almudena, “recente” e a tratti spartana, non accende il mio entusiasmo. A farlo sono però le luci del tramonto che, proprio in quel punto, infiammano il cielo di colori che nemmeno i filtri di Instagram.

4. I musei

Se non avete troppo tempo, tralasciate il Prado e il Reina Sofía che da soli meriterebbero settimane. Vi consiglio invece il Thyssen-Bornemisza, più raccolto dei primi due e con circa 800 opere che spaziano dal Rinascimento Italiano alla pittura moderna. Se siete appassionati di architettura, andate a vedere l’edificio del Caixa Forum, una costruzione moderna che quasi “lievita” nell’aria.

5. Il Centro

Da girare tutto a piedi, da Plaza Callao e Plaza Real, passando per Sol e la Gran Via. Il vero gioiellino però è Plaza de Santa Ana, una piazzetta soleggiata e vivace dietro il Kilómetro Zero che ospita il più antico teatro della capitala spagnola e una statua di Federico García Lorca, autore di poesie tra le più belle mai scritte.

6. Integratevi con gli spagnoli

Il loro è uno stile di vita accogliente, affabile, senza complicazioni. Parlate con loro, andateci a ballare, corteggiateli, lasciatevi sedurre. Nel mio caso, più che di nuove conoscenze, si tratta di rincontri con amici stabiesi a Madrid o del mio Erasmus in Spagna. Ci si vede, si chiacchiera, si ride, si beve. Certo, pensi, di anni ne sono passati. Poi però capisci che il tempo scalfisce tante cose, ma l’intesa e l’amicizia no. Quelle restano intatte.

E voi a Madrid ci siete stati? Vi è piaciuta? Cosa aggiungereste a questa lista?

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